DANILO
NUBIOLI - Comunicazione visiva
Prefazione
di Nico Orengo
“…gratta
un grafico e scopri un pittore. È così, molto spesso è così. Lo è
soprattutto parlando di una generazione di grafici nati nei primi
decenni del secolo, quando la grafica era qualcosa d’avanguardistico
nel sistema della comunicazione e l’industria che se ne serviva, con
parsimonia, ne era affascinata e sospetta” (Nico Orengo).
I problemi della pittura e quelli della grafica vanno in due direzioni
opposte. La pubblicità richiede un messaggio chiaro, diretto (almeno,
così era una volta), la pittura ha bisogno di mistero, di distanza, di
pieghe.
Danilo Nubioli è un grafico che cercava di usare la pittura,
combattendola, respingendola, chiudendola in un messaggio pubblicitario.
Indicativo, in questo senso, il manifesto della Mostra della Meccanica e
Metallurgica del ’46, dove una donna picassiana regge una ruota
dentata.
Ma Nubioli è così: colore, geometria, figure della Storia dell’Arte,
sia che disegni per la Zincotecnica o per Baratti & Milano. C’è
in lui un gusto per il gioco, l’eclettismo, l’azzardo che, insieme,
danno una idea, ancora oggi, non polverosa di “modernità”, basta
guardare le immagini dei suoi stand per la Vetrocoke, o la Vego, a metà
degli anni ’50.
Dai calendari, in sapienti colori caldi ma non squillanti, un po’
realismo sovietico, alle copertine per la Rai, con tratto da figura e
maschera africana, Nubioli insegue, riveste, ripropone il gusto
dell’arte che in quel momento è nell’occhio del pubblico. C’è in
questo atteggiamento, gioco e ironia, e magari quel tanto di nostalgia
per la vera pittura. Ma la pubblicità è un’altra cosa.
È suo il manifesto per le celebrazioni, a Torino, di Italia 61. Un
omaggio grafico all’Unità d’Italia, eseguito con lo stile di grande
asciuttezza ed eleganza, qualcosa che esce dal magistero della grafica e
diventa segno puro, senza età, senza possibilità di
contestualizzazione...
È il segno che domina la tela e lo stand, il manifesto e il foglio da
disegno. Un segno forte, molto nitido, di poesia e precisione. Un segno
per chiarire ma anche che conserva tutta l’ambiguità dell’ombra che
produce mistero. Arte.
ISBN
978 88
7241 298-5
Anno di
pubblicazione 1995
Volume di 316
pagine di grande formato tutte a colori.
Prezzo di
copertina
€ 52,00
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