Franco Fussi - Silvia Magnani
LE PAROLE DELLA SCENA Glossario della voce del cantante e dell'attore Il progetto di redigere un glossario sottende la delirante idea che, nell’impossibilità di dare ordine alla realtà, si possano almeno ordinare e significare le parole che la definiscono. La sua stesura a quattro mani fa riemergere lati patologici della personalità, quali l’attitudine ossessiva (un termine non è mai abbastanza esplicitato, da cui continue implementazioni e rielaborazioni nella stesura), l’atteggiamento compulsivo (è difficile allontanarsi dalla pagina che si sta scrivendo, pena la sua incompletezza), l’impulsività (c’è sempre un lemma che può essere aggiunto, con la ricorrente domanda su quale sia il limite ultimo da imporsi). Forse
è per questo che da ragazzi abbiamo rinunciato all’impresa (la
giovinezza ha bisogno di conferme, non di situazioni problematiche) e
solo ora abbiamo dato forma a un’idea nata più di 20 anni fa. In
questa età della vita ci siamo sentiti pronti: non ancora tanto vecchi
da temere mesi di studio, vecchi abbastanza per non vergognarci
dell’intrinseca incompletezza del lavoro. Sì, perché qualsiasi
“ordinamento”, qualsiasi “elenco” è di per se stesso
incompleto, cantiere aperto di lemmi nuovi, dimenticati, riscoperti. Un
glossario di termini relativi alla voce nell’arte deve però andare
fiero di questo, perché è il segno di una scienza che vive, che non ha
concluso la propria parabola, che ancora desidera e attende. La sua
incompletezza infatti è una prova di fiducia nella voce, perché nulla
più della voce è tanto connaturato all’umano e, come l’umano,
aperto al futuro. Il
Dio ebraico, creando per il popolo il linguaggio, tracciò solo i segni
consonantici, così che il dono risultasse incompiuto e obbligasse
l’uomo a introdurre i suoni vocalici, rendendolo così, nella sua
lungimiranza, partecipe della creazione. È per questa ragione che la
recitazione e il canto permettono di unirsi all’origine, dando voce
alla nostalgia di una completezza che sfugge, alla mancanza che è
dell’oggi, a quella sublime imperfezione che è la vita. La
voce è paradigma dell’incompiutezza, per le ragioni stesse della sua
connaturata imperfezione. Nella labilità dimorano i segni dell’arte
vocale, il miracolo dell’umano che si approssima al divino nell’impersistente
attimo performativo che, toccato dalla verità, diventa paradigma
artistico assoluto. Alla
medesima incompiutezza partecipa anche questo glossario. Essa è la
nostra forza di espressione. A lei dobbiamo questa strada spianata fatta
di parole ordinate, giustapposte e silenziose che attendono il cantante
e l’attore, non per dar loro voce ma coscienza, per sostenerli nel
chiamare le cose con il loro nome. È possibile superare l’imperfezione degli affetti solo attraverso la condivisione dei significati, anche all’interno delle… parole della scena. Volume dal formato 17 x 24 di 270 pagine. ISBN 978 88 7241 542-9 Anno di pubblicazione 2010 Prezzo di copertina € 21,00
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